Associazione Nazionale Professionisti Sanitari Inail: la voce della tua professione. Provider ECM autorizzato dal Ministero della Salute n. 12592
Infermieri, Tecnici di Radiologia e Fisioterapisti in cammino verso il futuro...
I° Convegno Nazionale ANPSI: un grande successo delle professioni sanitarie!
E' stata imponente la partecipazione al I° Convegno Nazionale ANPSI, svoltosi il 17 aprile scorso presso l'Aula Paride Stefanini, all'interno del Policlinico Umberto I° di Roma. Il notevole interesse che ha riscosso l'iniziativa e l'elevato numero di feedback positivi da parte dei colleghi che hanno partecipato al Convegno sono per noi motivo di grande soddisfazione. A tal fine stiamo progettando di articolare nuovi Convegni, sempre con accreditoECM, anche su base regionale, oltre che nazionale, al fine di agevolare tutti i colleghi che risiedono in località distanti dalla Capitale.
L'immeritocrazia nel pubblico impiego: cui prodest?...(leggi).
I Caligola del terzo millennio e le èquipe "oligo"-disciplinari...(leggi).
Il Dott. Bonifaci è il nuovo Sovrintendente Medico Generale: le nostre più sentite congratulazioni...(leggi).
La Cartella Clinica ha urgente bisogno di Prime Cure!
La nuova Cartella Clinica Web è stata introdotta in produzione nel secondo semestre del 2007, nel momento esatto in cui la vecchia Carcli che andava a sostituire aveva da poco raggiunto un livello di funzionamento accettabile.
Sin dal suo esordio, la nuova piattaforma informatica si è immediatamente distinta per lelevata frequenza con cui procedeva a singhiozzo, piantando senza preavviso loperatore nel bel mezzo di una qualsiasi operazione, meglio ancora se particolarmente delicata o con una cospicua mole di testo scritto, che andava irrimediabilmente perduto. Parimenti si è sin da subito notata leccessiva macchinosità nei vari passaggi da una schermata allaltra, con continue richieste di conferme e annullamenti che fanno perdere molto tempo.
Sono dallinizio risultate assenti anche tutte le funzionalità aggiuntive che i professionisti sanitari infermieri, tsrm e fkt avevano richiesto in occasione di un Corso ECM di qualche anno fa, che ritenevamo indispensabili per poter lavorare in maniera più efficiente.
Da quando è stata introdotta la nuova Carcli, si sono avvicendate con una certa rapidità molte nuove versioni di aggiornamento (nel momento in cui scriviamo è vigente la 1.038T), ma senza che si siano apprezzati particolari miglioramenti, nè implementazioni di funzionalità aggiuntive. Inoltre permane a tuttoggi il suo caratteristico incedere a singhiozzo, con continui e frequenti rallentamenti fino ad arrivare a dei veri e propri blocchi totali, che costringono sovente gli operatori sanitari a dover uscire e rientrare dalla procedura stessa per poter continuare il loro lavoro, il tutto in presenza degli utenti, che osservano in maniera sorpresa o spazientita il nostro strano e continuo armeggiare dietro al monitor, mentre desideriamo ardentemente conoscere lideatore di tale meraviglia tecnologica per esprimergli la nostra opinione al riguardo.
Ecco in sintesi una parte dei nostri suggerimenti che riteniamo più significativi per migliorare tale indispensabile strumento informatico:
Uninterfaccia grafica dai colori più vivaci e dotata di maggiore contrasto, che risulti meno affaticante per la vista;
Meno passaggi intermedi tra unoperazione ed unaltra (conferma, annulla, ok, ecc.), al fine di velocizzare il lavoro;
Maggiore stabilità e continuità di connessione, con server più potenti in grado di sopportare anche i picchi più gravosi di lavoro;
Un sistema di avvisi visivi e sonori che comunichino alloperatore sanitario se sta compiendo accidentalmente qualche errore e che avvisino, magari con un numero a fianco, il numero delle visite già programmate in un giorno per ciascun medico, in modo da evitare involontari sovraccarichi di visite nella stessa giornata;
Una pagina per comunicare gli eventi del giorno, accessibile a tutti i sanitari, nella quale si possano rendere note in tempo reale a tutta lArea Sanitaria le eventuali annotazioni della giornata che rivestano carattere di tipo generale, ossia che non siano legate ad un caso specifico;
Una pagina dedicata per lanamnesi infermieristica;
Una pagina per i casi trattati in equipe, in cui ogni singolo professionista sanitario possa redigere le proprie considerazioni sul caso dal suo specifico punto di vista professionale.
Questi rappresentano solo una parte dei nostri vari suggerimenti per rendere Carcli maggiormente efficiente, ai quali si potrebbero proficuamente aggiungere anche quelli proposti dai medici legali e dagli specialisti Sumai.
Linsieme di questi suggerimenti, se preso realmente in considerazione, porterebbe sicuramente Carcli a diventare uno strumento di lavoro quotidiano efficiente, gradevole e veloce, con indubbi benefici sulla qualità del servizio offerta allutenza e con un positivo riflesso su tutti gli operatori sanitari, che verrebbero finalmente posti nelle condizioni di poterci lavorare al meglio.
Editoriale del 11 gennaio 2010
Figli di un Dio Minore
Ormai da qualche tempo molti nostri colleghi professionisti sanitari infermieri, tecnici di radiologia e fisioterapisti si domandano con sempre maggiore insistenza per quali "oscure" motivazioni si vedano loro malgrado esclusi, sin dalle fasi preselettive, da ogni progetto dell'Istituto che offra un possibile sviluppo di carriera e che possa rispondere alle ovvie aspettative di gratificazione che ogni professionista serio nel suo contesto lavorativo persegue. Parafrasando il titolo di un vecchio film drammatico del 1986, sembra quasi che gli stessi siano il risultato della creazione di un Dio di serie B, Figli di un Dio Minore, appunto.
Sembra essere proprio questa la considerazione che gran parte dei nostri vertici istituzionali ha nei confronti dei professionisti sanitari non medici, in particolare degli infermieri, almeno a giudicare dai loro comportamenti.
Gli infermieri, infatti, proprio per la loro elevata duttilità d’impiego dovuta in parte alla loro formazione accademicamultidisciplinare ed in parte ad alcuni abusi di impiego che vengono perpetrati nei loro confronti, riescono a svolgere con elevata professionalità una molteplicità di ruoli come nessun altro dipendente dell’Istituto può e sa fare. Come ci rivela la pratica quotidiana, l’infermiere può all’occorrenza parzialmente sostituirsi all’assistente sociale, all’amministrativo o all’informatico, oltre a svolgere le funzioni proprie del profilo sanitario cui appartiene; ne consegue che la sua presenza è pressoché indispensabile nelle sedi,nelle quali è tra coloro che hanno oggettivamente il maggior carico effettivo di lavoro.
Tale preziosa risorsa, però, viene certamente considerata utile, ma viene contemporaneamente snobbata e scarsamente considerata nella sua essenza, un po’ come talvolta in maniera deprecabile avviene per qualche straniero extra-comunitario che magari svolge un lavoro per noi molto necessario, ma dal quale ci teniamo però cautamente alla larga, schifandolo un tantino.
Questa potrebbe essere verosimilmente una delle chiavi di lettura per comprendere le ragioni per cui l’amministrazione tenda sistematicamente ad ingessare gli infermieri nei loro angusti confini, tarpandogli in maniera evidente la carriera nel profilo d’appartenenza ed evitando con estrema cura di fornirgli ogni qualsivoglia possibilità che li allontani dalle loro produttive postazioni di lavoro: gli si vieta allora il cambio di profilo, la partecipazione a qualsiasi interpello (per vicario, per ispettore, per formatore, ecc.) l’accesso alla Direzione Generale ed alla Sovrintendenza Medica Generale.Gli si impedisce di rivestire ruoli anche interni al proprio stesso profilo, come ad esempio quello del formatore che, pur essendo molto utili dal punto di vista strettamente professionale, allontanerebbero però una certa quantità di risorse dai luoghi (leggasi sedi) in cui producono in maniera tangibile i risultati necessari al buon funzionamento dell’intera organizzazione.
Ci auguriamo vivamente che questa nostra disamina delle problematiche evidenziate non corrisponda alla realtà dei fatti, PERTANTO ATTENDIAMO IMMINENTI SMENTITE DAI VERTICI ISTITUZIONALI SUPPORTATE OVVIAMENTE DA MOTIVAZIONI CREDIBILI E SOPRATTUTTO LOGICHE, ad oggi a nostro avviso assai carenti o meglio inesistenti.
Auspichiamo inoltre che il nuovo Direttore Generale, che sta per insediarsi a breve, contribuisca in maniera determinante a realizzare l’ormai indispensabile inversione di tendenza che i professionisti sanitari infermieri, tsrm e fisioterapisti dell’INAIL attendono già da troppo tempo.
Il Presidente Il Segretario Regionale Sicilia Alessandro Verginelli Antonio Gambino
Anno nuovo, problemi vecchi...
Eccoci arrivati al 2010, che per i professionisti sanitari infermieri, tsrm e fisioterapisti non sembra cominciare sotto i migliori auspici.
In data 17 dicembre 2009, infatti, si sono riunite le OO.SS. con l’Amministrazione per discutere sulle modalità di reclutamento del personale di Area C da adibire al ruolo di formatore (leggi QUI il testo integrale dell'accordo).
Il fatto che ci ha lasciato stupefatti è che si sono ancora una volta esclusi i funzionari del profilo sanitario dalle risorse umane coinvolte in questo progetto, riservando l’interpello (che avverrà nel corrente mese di gennaio 2010) esclusivamente al personale di Area C proveniente dal profilo amministrativo ed informatico.
Il suddetto accordo, per il quale non riusciamo a trovare le parole adatte a definirlo come merita, è stato firmato da 4 delle 5 sigle sindacali presenti, con l’unica esclusione dell’RdB, pur se con motivazioni che a nostro parere non centrano il problema principale dei suoi contenuti; comunque rivolgiamo un convinto apprezzamento nei confronti dell’RdB per non averlo firmato. Rivolgiamo anche un plauso alla CISL che, pur avendo firmato l’accordo (ma sarebbe stato molto più coerente se non l’avesse fatto), ha scritto una nota a verbale in cui stigmatizza con chiarezza l’esclusione del personale sanitario, motivandola con argomentazioni a nostro avviso condivisibili.
A coloro che invece hanno firmato l’accordo, condividendone evidentemente appieno i contenuti, ed all’Amministrazione che lo ha così ideato gradiremmo umilmente rivolgere le seguenti domande:
I professionisti sanitari, a differenza dei funzionari del profilo amministrativo ed informatico, sono dall’anno 2002 assoggettati alla normativa ECM (acronimo di Educazione Continua in Medicina), quindi sono obbligati per legge a conseguire ogni anno un determinato numeri di CF (Crediti Formativi). A tal fine, la S.M.G. si occupa ogni anno di organizzare degli eventi formativi per soddisfare tali specifiche esigenze, sovente ricorrendo a soggetti esterni, che rappresentano pertanto un costo aggiuntivo per l’Istituto. Ne consegue che è proprio il profilo sanitario quello che ha maggiori esigenze di aggiornamento professionale, fatto salvo il sacrosanto diritto di tutti ad aggiornarsi. Saremmo quindi interessati a sapere in base a quale criterio di efficienza ed economicità si sia decisa la succitata esclusione, in quanto davvero ci sfugge.
Tra i colleghi del profilo sanitario si annoverano molti professionisti dotati di ottimi curricola, quali Lauree Magistrali e Master di primo e di secondo livello, quindi più che titolati per svolgere egregiamente il ruolo di formatori nel loro specifico ambito professionale. Anzi, potremmo anche aggiungere che alcuni di loro hanno già preso parte ai corsi ECM organizzati negli scorsi anni in qualità di docenti, con ottimi risultati a giudizio della maggior parte dei colleghi. Di questo aspetto se ne è tenuto debitamente conto?
Il continuare a porre veti ed esclusioni a senso unico, ovvero in particolar modo sempre a danno dei funzionari appartenenti al profilo sanitario (vedasi le recenti esclusioni per il passaggio al profilo vigilanza), non ci sembra che sia nello spirito del nuovo CIE 2006/2009 appena siglato, il cui Art. 6 recita testualmente così: “E’ consentita la mobilità orizzontale da un profilo ad un altro, o verso un mestiere specifico, esclusivamente in presenza di situazioni di carenza nel fabbisogno del singolo profilo, tramite procedura selettiva seguita da un percorso formativo e da un eventuale periodo di addestramento in affiancamento (mobilità orizzontale per selezione).”. Non viene pertanto esplicitato alcun divieto o preclusione per il passaggio da qualunque profilo ad un altro profilo diverso dal proprio o verso un mestiere specifico (in questo caso il formatore). Ritenete che l’accordo appena siglato sia in sintonia con il vigente CIE, oppure ne stravolga in maniera palese la sostanza, rendendolo di fatto giuridicamente impugnabile senza particolari difficoltà?
I professionisti sanitari infermieri, tsrm e fisioterapisti dell’INAILsono veramente stufi di dover subire contemporaneamente ad oltranza un duplice svantaggio: da un lato non vengono considerati nè riconosciuti contrattualmente nella loro specificità professionale, mentre dall’altro non gli vengono fornite pari opportunità rispetto a tutti gli altri colleghi dell’Area C.
Chiediamo pertanto con forza a tutte le parti sociali che si ponga finalmente termine a questo iniquo stato di cose, concedendo almeno ai funzionari sanitari le medesime opportunità di carriera di tutti gli altri appartenenti alla stessa Area.
Dal canto nostro suggeriamo vivamente a tutti i colleghi che fossero interessati all'interpello per il ruolo di formatore, che si terrà nel corrente mese di gennaio 2010, di parteciparvi ugualmente; valuteremo poi in seguito una loro eventuale esclusione dalla selezione nelle sedi più opportune.
Firmato l'accordo sulle progressioni economiche all'interno delle Aree: le nostre considerazioni.
In data 17.12.2009 sono stati concordati tra OO.SS. ed Amministrazione i contingenti per i passaggi economici all'interno delle Aree (leggi QUI il prospetto riepilogativo).
Per quanto riguarda il profilo sanitario sono state stabilite due decorrenze per i suddetti passaggi: una al 1° gennaio 2010 ed una al 1° gennaio 2011; i contingenti sono stati individuati attraverso un semplice calcolo matematico, che corrisponde al 15% dei funzionari del profilo sanitario calcolato alla data del 31.12.2009 ed al 30% degli stessi per il 2011.
Ad un approfondito esame dei contenuti di questo accordo possiamo fare alcune considerazioni:
Nel suo impianto complessivo l'accordo non si può annoverare tra i peggiori, in particolar modo se si considerano le esigue disponibilità del fondo che finanzia questi passaggi e la situazione contingente generale;
Si è voluta finalmente sanare l'anomalia di quei circa 150 colleghi infermieri, tecnici di radiologia e fisioterapisti, vincitori del concorso pubblico del 2004, ancora inspiegabilmente inquadrati in C1, nonostante avrebbero dovuto già da due anni ottenere la progressione in C2 ai sensi del precedente C.I.E. 2002/2005 come tutti gli altri (compresi gli stabilizzati), in quanto ne avevano già allora i requisiti. Questi colleghi, dei quali abbiamo più volte parlato, avranno impiegato complessivamente 5 o 6 anni a raggiungere ciò che avrebbero dovuto in 3 (probabilmente è un record nella storia dell'Istituto) e proseguiranno comunque la loro luminosa carriera con un incolmabile gap rispetto a tutti gli altri colleghi, che oggi possono già concorrere per C3, mentre loro ci arriveranno forse tra 2 o 3 anni (sempre che non cambino le regole nel frattempo). Diciamo comunque che è meglio tardi che mai.
Non ci convince del tutto il fatto di aver applicato il parametro del 15 e del 30% indistintamente per tutti i livelli dell'Area (esclusi i C1 di cui sopra), in quanto ciò non sembra andare affatto nella direzione auspicata di attutire le differenze economiche (ma non di funzione) all'interno di un profilo specialistico come il nostro. Così facendo, infatti, si mantengono inalterate le proporzioni dell'attuale disparità; se ci fosse stata la reale volontà di attutire le differenze, si sarebbero determinate le percentuali dei posti disponibili in percentuale più alta per le qualifiche inferiori, andando poi progressivamente a scendere per quelle più alte. Solo in questo modo si sarebbero potute diminuire significativamente le differenze, cercando di rendere il più possibile omogenee le retribuzioni di chi di fatto possiede la medesima qualifica e svolge le stesse funzioni.
Proprio in virtù di quanto affermato finora, ci appare francamente piuttosto irrazionale distrarre risorse in egual percentuale a quella di tutti gli altri (15%), che potrebbero essere più equamente destinate a chi ne ha maggiormente bisogno, per creare le 15 posizioni apicali (C5) previste dall'accordo, delle quali forse non se ne avvertiva un'irrinunciabile esigenza.
Per ora non è stato ancora stabilito quando inizieranno le suddette selezioni e con quali modalità, ma tutto lascia presumere che potrebbero essere alquanto imminenti. Vi terremo come sempre informati con la massima tempestività.
ANPSI: una realtà in costante crescita vicina alla tua professione.
L'ANPSI è da sempre vicina alle tue specifiche esigenze ed attenta ad individuare ed interpretare le tue aspettative professionali nel contesto in cui operi quotidianamente.
Nell'ormai quasi trascorso 2009 l'ANPSI ha svolto le seguenti attività istituzionali, conseguendo importanti risultati:
E' diventata un interlocutore istituzionalmente riconosciuto sia in ambito lavorativo che in quello professionale;
Possiede un organico di ben 47 colleghi impegnati a vario titolo per il buon funzionamento dell'associazione, titolari di cariche sociali regionali e nazionali, che includono esponenti di tutte e tre le professioni sanitarie da essa rappresentate;
Ha recentemente superato il tetto dei 400 iscritti;
Ha un sito Internet ufficiale molto frequentato, che totalizza una media di oltre 1.500 accessi mensili;
E' Provider ECM autorizzato dal Ministero della Salute;
Dal mese di luglio 2009 ha all'attivo un altro sito Internet graficamente ben progettato e ricco di contenuti, allestito dalla Segreteria Regionale ANPSI Marche, che prevede anche l'interattività con gli utenti tramite la possibilità di scrivere dei commenti su ogni articolo proposto;
Nello stesso mese ha anche allestito il Blog dell'ANPSI, che riproduce gli stessi articoli del sito ufficiale nazionale ma con in più la possibilità per chiunque di lasciare dei propri commenti su quanto da essa proposto;
Ha mantenuto tuttora in funzione l'ormai anziano Forum Professionisti Sanitari INAIL-INPS, nato ancor prima dell'ANPSI nel lontano marzo 2006 che, seppur meno frequentato di una volta, costituisce tuttora un valido punto di incontro e di scambio di opinioni tra colleghi;
Il suo sito ufficiale viene costantemente aggiornato ed arricchito di contenuti di elevato interesse specifico per le nostre professioni;
Si è rapportata proficuamente e costantemente con l'ANMI, con la quale ha uno scambio continuo di idee e diversi progetti comuni in cantiere;
Si è relazionata costantemente con la Sovrintendenza Medica Generale su questioni di vario genere, chiedendo sovente un loro parere sulle situazioni più controverse o delicate;
Ha tentato a più riprese, seppur con alcune difficoltà, di rapportarsi con le varie sigle sindacali;
Ha promosso la formazione culturale dei suoi iscritti, tramite la segnalazione e/o l'organizzazione di corsi e convegni di specifico interesse professionale;
Ha progettato ed elaborato il suo I° Convegno Nazionale con accredito ECM, che si terrà nei primi mesi del 2010 e comprenderà nel calendario dei lavori anche l'assemblea degli iscritti;
Ha elaborato, mediante piattaforme informatiche, studi e sondaggi tematici per individuare ed esaminare le problematiche di vario carattere relative ai suoi iscritti, incluse questioni di carattere deontologico;
Ha tenuto sempre desta l'attenzione dei propri interlocutori istituzionali verso le problematiche dei soggetti che rappresenta, scrivendo in gran quantità articoli ed editorialiche descrivono con dovizia di particolari quali sono le loro esigenze, i loro disagi e le loro aspettative come categoria professionale;
Ha sempre rigorosamente perseguito obiettivi collettivi di categoria, mai individuali;
Ogniqualvolta si è rivelato necessario, ha richiesto con solerzia chiarimenti ufficiali in forma scritta ai propri vertici istituzionali regionali o nazionali, con la necessaria determinazione e senza alcun timore reverenziale, ottenendo quasi sempre delle risposte, condivisibili o meno;
Ha sovente illustrato con chiarezza tutto quello che la normativa vigente prevede sulle professioni sanitarie di infermiere, tecnico sanitario di radiologia medica e fisioterapista, al fine di contrastare in maniera argomentata alcune evidenti lacune nella conoscenza di questa specifica materia da parte dell'amministrazione;
Ha illustrato nel dettaglio e valorizzato tutto quello che i professionisti sanitari fanno nel loro quotidiano lavoro, svolto con la serietà, la correttezza e la competenza che sono peculiari di Professionisti con la P maiuscola.
In sostanza ha perseguito e continua tenacemente a perseguire il suo principale obiettivo, che è quello di conseguire un reale e legittimo riconoscimento formale e sostanziale delle professioni sanitarie da essa rappresentate all'interno del proprio ambiente di lavoro.
Se tutto questo ti sembra abbastanza per sostenere l'ANPSI, allora ISCRIVITI SUBITO!!
CAMPAGNA TESSERAMENTO 2010
Appello dellANPSI a tutte le parti sociali
Allindomani della firma dellultimo C.I.E. ritroviamo ancora irrisolti molti dei problemi relativi al personale delle Aree.
In particolare evidenza si pone quello dei profili altamente specialistici, come quello sanitario, per il quale non si è voluta individuare alcuna soluzione che rendesse finalmente giustizia a questa categoria professionale, nonostante il fatto che tale categoria richieda ormai da anni il giusto riconoscimento professionale che le spetta.
Analizziamo oggettivamente nel dettaglio quanto è accaduto finora:
Questo profilo è quello che, dati alla mano, è cresciuto in assoluto meno di tutti gli altri negli ultimi trentanni (amministrativi compresi).
A molti di loro (circa 130 colleghi) non sono state riconosciute nel recente passato nemmeno le progressioni economiche in C2 ai sensi dello scorso C.I.E., nonostante possedessero i requisiti richiesti, ponendo artatamente delle scadenze che li hanno definitivamente esclusi, seppur di pochissimo.
Sono stati finora assunti con un livello giuridico di ingresso inferiore a quello di altre figure professionali di analogo spessore culturale (assistenti sociali, per esempio).
Non hanno un loro processo specifico.
Vengono talvolta adibiti a funzioni improprie, spesso neanche lontanamente attinenti con la loro specifica professionalità.
Non vengono quasi mai interpellati quando si discute di politiche sanitarie.
Sono spalmati su tutti i livelli dellArea C, con netta prevalenza in quelli più bassi, senza che a tale differenziazione economica corrisponda una reale differenza di funzione e di responsabilità.
Vengono (giustamente) obbligati a frequentare i corsi di aggiornamento professionale con accredito ECM, così come previsto dalla normativa vigente per tutti i professionisti sanitari, ma nel contempo non vengono considerati professionisti. In sostanza dei professionisti a geometria variabile: sotto lunico aspetto dellaggiornamento professionale obbligatorio vengono (forse) considerati professionisti, in tutti gli altri aspetti invece sono solo dei comuni dipendenti delle Aree, in una sorta di incomprensibile schizofrenia.
Non partecipano alle equipe multidisciplinari.
In atti ufficiali sovente non vengono nemmeno chiamati con la loro corretta definizione giuridica, ossia professionisti sanitari non medici, ma con termini impropri talvolta anche frutto di pura fantasia.
Con il nuovo C.I.E. è accaduto che:
Non è stata posta in evidenza la specificità del profilo sanitario.
Non si è fatto nemmeno un timido passo in avanti verso il reale riconoscimento delle professioni sanitarie non mediche e verso una loro maggior valorizzazione.
Si sono artificiosamente create, attraverso la declaratoria dei profili, delle presunte differenze di ruolo e di funzioni nel maldestro tentativo di giustificare le attuali diversità di inquadramento, senza che questo trovi alcuna corrispondenza con la realtà dei fatti.
Non si è in definitiva voluto affrontare seriamente ed in maniera organica questo ormai annoso problema, lasciando sostanzialmente le cose come stanno.
LANPSI chiede pertanto con forza a tutte le parti sociali di adoperarsi affinchè vengano riformulate nel senso da noi auspicato alcune parti del C.I.E. prima della sua firma definitiva, con lintento di porre finalmente rimedio alle tante problematiche ormai da troppo tempo irrisolte dei professionisti sanitari infermieri, tecnici di radiologia e fisioterapisti dellINAIL, in accordo anche con quanto sostenuto nelle recenti linee guida del CIV, per valorizzare e motivare questo importante patrimonio di professionalità che lIstituto possiede.
La Segreteria Regionale ANPSI Marche, così come già fatto dalla Segreteria Regionale ANPSI Piemonte e Valle d'Aosta, ha inviato anch'essa alla Direzione Regionale Marche un'analoga richiesta di chiarimenti sulle varie difformità di trattamento rilevate riguardo alle missioni dei professionisti sanitari non medici. Potete leggerla sul sito ANPSI Marche cliccando QUI.
In data 30 settembre 2009 è stato firmato il nuovo C.C.I.E. 2006/2009 (Contratto Integrativo di Ente); la firma è stata apposta da tutte le sigle sindacali presenti al tavolo negoziale, ad eccezione dellRdB (leggasi nota a verbale). LUGL invece non era presente al tavolo, in quanto ancora non rappresentativa allinterno dellINAIL, pur seguendo comunque landamento dei lavori dallesterno.
Da unattenta lettura del testo emergono alcuni fattori degni di considerazione: diciamo che il testo si presta ad una duplice valutazione dei suoi contenuti. Da un lato infatti si può esprimere un giudizio positivo riguardo al fatto che limpianto complessivo, prevedendo due percorsi paralleli di sviluppo di carriera (selezioni interne triennali e posizioni organizzative di 1° e di 2° livello), offre almeno un minimo di certezza e di orizzonte al personale delle Aree, sancendo tempi e modalità certe per i passaggi economici allinterno delle Aree e la possibilità che vengano conferiti incarichi di maggior spessore, con annessa la retribuzione ad essi correlata. Viene data quindi piena attuazione al concetto espresso nel C.C.N.L. Enti Pubblici firmato nellottobre 2007, che prevede che allinterno dellArea C ciascuno possa ricoprire qualunque incarico connesso ai contenuti dellArea stessa, a prescindere dal livello economico posseduto.
Dallaltro invece emergono alcuni punti deboli, come leccessiva facoltà discrezionale del dirigente nellassegnazione di eventuali posizioni organizzative e di attribuzione di premi legati alla produttività individuale, che può acuire di fatto le già esistenti sperequazioni tra professionalità di analogo spessore culturale e con uguali compiti e responsabilità, il tutto riferito in particolar modo ai profili specialistici come il nostro. Queste obiezioni sono state giustamente sollevate dalla sola RdB.
La cosa che noi come ANPSI stigmatizziamo in modo particolare, però, è lallegata declaratoria dei profili professionali che, se da un lato alimenta artificiosamente le presunte differenze di ruolo tra i diversi livelli economici dellArea C (nel nostro caso di fatto praticamente inesistenti, dato che facciamo tutti pressappoco le stesse cose...), dallaltro non ci riconosce neanche lontanamente la nostra specificità di professionisti sanitari. Troviamo che sia appunto questa la mancanza più grave di questo contratto, che non fa altro che confermarci la nostra granitica convinzione che noi, in quanto professionisti, dovremmo trovarci solo ed esclusivamente nellArea Professionisti e non certo tra il personale delle Aree generiche. Ma questa sarà materia di contrattazione a livello nazionale nel prossimo C.C.N.L. di comparto.
Sono state introdotte anche altre lievi modifiche sullorario di servizio, come il tetto massimo di 40 ore a pozzetto e labolizione dei cosiddetti 10 minuti tecnici, ma per i dettagli vi rimandiamo ad unattenta lettura del contratto.
Il nostro giudizio in definitiva è parzialmente negativo, in considerazione del fatto che riteniamo si sarebbe potuto fare di più e di meglio soprattutto nei confronti di profili caratterizzati da elevata specificità ed alta scolarità come il nostro, prevedendo almeno non un'incomprensibile spalmatura su tutti i livelli economici dellArea, ma un giusto riallineamento di tutti i professionisti sanitari non medici nel livello superiore dellArea stessa, così come già avvenuto in passato per gli Ispettori di Vigilanza.
Vedremo prossimamente come verrà applicato questo nuovo contratto, lasciando ai colleghi le loro eventuali osservazioni in merito ad esso.
La professione o il proprio orticello? Storie di esseri invisibili.
Circa un anno fa, nel mese di settembre, mi trovavo a Vigorso di Budrio (BO) per lottimo corso di aggiornamento ECM organizzato dallInail per lanno 2008.
Durante una pausa pranzo ho conosciuto allinterno della mensa del Centro Protesi una collega di una regione settentrionale, la quale ha esordito pressappoco così: Mi complimento molto per la vostra attività (si riferiva allANPSI, n.d.r.), dite cose assai giuste e condivisibili ed apprezzo levidente impegno che mettete per portare avanti tutto ciò. Tuttavia a me personalmente la cosa non interessa: ho una famiglia, un marito, due figli e non mi sento affatto sminuita o sottovalutata in quello faccio o in come vengo considerata, credo di avere già tutto ciò che merito e pertanto non ho alcunchè da rivendicare.
Dopo il primo istante di comprensibile sbigottimento, lho salutata augurandole buona fortuna, ritenendo di non avere assolutamente nullaltro da aggiungere. Pur trovandomi ad una distanza siderale dalle sue posizioni, come si può ben immaginare, ho avuto almeno modo di apprezzare la sua sincerità. Molti altri, infatti, pur pensandola esattamente come lei, non hanno però il coraggio di affermarlo con la stessa chiarezza!
Ho voluto raccontare questo significativo aneddoto perchè lo ritengo molto emblematico e rappresentativo della situazione generale della nostra categoria professionale qui allInail (e non solo, purtroppo...).
Molti colleghi, infatti, preferiscono adottare un confortevole basso profilo, anteponendo con decisione la cura del proprio piccolo orticello allimpegno per migliorare la qualità della propria professione sia in termini di aggiornamento, sia in termini di ottenere un più equo riconoscimento giuridico ed economico della stessa.
Alcuni pensano che tanto stiamo già meglio degli ospedalieri, quindi non dobbiamo lamentarci, altri, posseduti da un deficit cronico ed irreversibile di autostima, pensano che per noi poveri diavoli è già tanto quello che ci hanno dato, non potremo mai ottenere niente di più; altri ancora, appartenenti al nutrito gruppo dei catastrofisti rassegnati, pensano che i sindacati non ci ascoltano, lamministrazione ancora meno e quindi è tutto inutile, meglio che ce ne stiamo zitti e buoni in un angolo ed apriamo la bocca solo quando ci lanciano losso; altri ancora infine appartengono al gruppo numericamente più consistente, ossia a quello di coloro che non gliene frega assolutamente niente di niente, salvo poi rizzare prontamente le antenne quando si profilano allorizzonte eventuali passaggi di livello e/o aumenti retributivi di vario genere.
Questo menefreghismo piuttosto generalizzato lo riscontriamo anche nel fatto di non registrare molte reazioni scritte o orali (tramite i vari canali di comunicazione e di feedback che abbiamo alluopo predisposto come il Blog, gli indirizzi e-mail, i numeri di telefono e fax, ecc.) agli argomenti che noi come associazione proponiamo continuamente; preferiremmo infatti di gran lunga essere magari mandati a quel paese piuttosto che constatare mestamente la quasi totale assenza di reazioni...
Eppure non siamo dei sodomizzati mentali, perbacco!?!
A quanti covano dentro di sè questi insani pensieri vorrei umilmente ricordare che, oltre un anno fa, è stata fondata unassociazione nata proprio per dare una risposta concreta alle sentite esigenze di cambiamento della nostra intera categoria professionale e che, aderendovi in massa ed impegnandosi attivamente al suo interno, potremmo finalmente avere la forza (leggasi numeri) per poter iniziare a contare davvero qualcosa!! E scientificamente provato infatti che chi ha i numeri CONTA, gli altri NO, a prescindere dal fatto se abbiano ragione da vendere o meno. Non si capirebbe altrimenti la ragione per cui le altre categorie professionali (assistenti sociali, per esempio) ottengono QUASI SEMPRE qualche risultato.
Vi segnalo inoltre che, dalle molteplici informazioni che ci giungono da ogni parte dItalia, la scarsa considerazione (quando non l'aperta ostilità) verso le nostre professioni continua ad essere più che mai presente allinterno dellIstituto. Essa si manifesta in vari modi, come in questo assurdo ordine di servizio proveniente dalla sede di Ancona nel quale, oltre a venire definiti per lennesima volta personale parasanitario in totale spregio alle leggi vigenti, si intima al suddetto personale di scansire la documentazione sanitaria...una cosa da non credere ai propri occhi!! Oppure alle varie mancate autorizzazioni alla partecipazione ad aggiornamenti facoltativi fuori della propria regione, spesso adducendo ragioni pretestuose che non tengono minimamente conto dellattuale orientamento della S.M.G., con lormai arcinota circolare del 05 novembre 2008. Un altro tangibile segnale lo possiamo agevolmente ravvisare in una recente intervista al Presidente Sartori fatta dal quotidiano Il Sole 24 Ore, nella quale vengono esplicitamente menzionati gli oltre 100 assistenti sociali, ma dei circa 1000 professionisti sanitari non vè traccia alcuna. Potrei citare ancora molti altri esempi, ma per comprensibili ragioni di spazio mi astengo.
E da questo nutrito insieme di elementi eterogenei, ma che convergono tutti nella stessa direzione, che si forma in noi la netta e fondata sensazione di non essere riconosciuti ed apprezzati per quello che siamo.
Pensate che ce ne sia abbastanza?? E non finisce qui...
Lamministrazione infatti dal canto suo usa sovente la sperimentata tattica del muro di gomma, ossia tende sistematicamente ad ignorarci ed a non rispondere alle nostre sollecitazioni, nella speranza a medio-lungo termine di prenderci per stanchezza. Probabilmente penseranno: Tanto questi qua prima o poi si stuferanno di parlare a vuoto e dopo un certo periodo di tempo getteranno la spugna. E no, cari signori, è bene che non vi facciate proditorie illusioni: siamo sufficientemente determinati ad andare avanti ad oltranza senza arrenderci, MAI.
Noi professionisti sanitari sanitari non medici abbiamo tutte le carte in regola per poter riaffermare la centralità delle nostre professioni allinterno dellInail.
Concludo pertanto questo lungo editoriale facendo appello alla dignità ed allorgoglio professionale che ognuno di noi possiede al proprio interno con unesortazione finale: colleghi, rialziamo la testa e riaffermiamo la centralità delle nostre professioni nella società e nel nostro posto di lavoro!!
Non vogliamo una professione ignorata, sminuita, sottovalutata, invisibile e marginale, ma una professione riconosciuta ed apprezzata, che sa essere utile alla società ed è in grado di fornire al cittadino-utente una sempre maggiore qualità dei servizi erogati.
Alessandro Verginelli Presidente ANPSI
La risposta del S.M.G. Dr. Bonifaci alla nostra lettera del 13 agosto scorso riguardo al Corso ECM per infermieri e fisioterapisti di quest’anno.
Ringraziamo sentitamente il Dr. Bonifaci per la tempestività e la franchezza con cui ha voluto garbatamente rispondere alle nostre osservazioni, che ci conferma ancora una volta la sua disponibilità e la sua attenzione nei riguardi della nostra categoria professionale.
Senza nulla togliere all’indiscussa valenza formativa del corso in oggetto, tuttavia, non condividiamo nel merito i contenuti della sua lettera; l’infermiere, ad esempio, occupandosi quotidianamente di front-office, è il primo ad avere a che fare con il paziente difficile, che arriva alle altre figure professionali solo dopo essersi relazionato in prima istanza con lui. Chi pertanto meglio dell’infermiere può sapere come relazionarsi positivamente ed in modo assertivo con un paziente poco incline alla collaborazione? Nel corso di laurea in Scienze Infermieristiche, peraltro, la relazione d’aiuto
Riteniamo pertanto con estrema convinzione che il professionista sanitario infermiere avrebbe potuto e saputo dire la sua su questo interessante argomento, affrontandolo dal suo specifico punto di vista professionale.
Ma forse non è stato ritenuto all’altezza.
Il corso in questione sarà quindi senz’altro valido e ricco di contenuti, ma privo dell’importante contributo didattico
Eppure siamo convinti che non dovrebbe affatto giovare all’efficienza ed all’immagine delI’Istituto avere alle proprie dipendenze un consistente gruppo di persone stanche, sfiduciate e demotivate che, vinte dallo sconforto per non essere mai riconosciute, apprezzate e valorizzate per la loro professionalità, rischino di non essere più in grado di esplicitare tutto il loro elevato potenziale umano e professionale e vengano magari alla lunga costrette per la disperazione a rifugiarsi in un profilo operativo piuttosto minimalista, inevitabilmente connotato da scarsa efficienza produttiva. Tutti gli studi sociologici e psicologici recenti hanno infatti ampiamente dimostrato che un dipendente che venga opportunamente valorizzato e motivato sviluppa un maggior senso di appartenenza all’ente per cui lavora ed è in grado di esplicare al meglio tutte le sue potenzialità, con un positivo ritorno in termini di immagine e di efficienza per tutta l’azienda. Non è certo escludendo la partecipazione attiva di alcune categorie professionali (i soliti noti, peraltro...) che si incrementa la motivazione e si accresce la professionalità degli appartenenti a quelle categorie stesse.
Augurandoci quindi che in futuro compaia finalmente una reale volontà da parte dei nostri vertici amministrativi e sanitari di tenere in maggiore considerazione le professioni sanitarie non mediche presenti all’Inail, lasciamo che i nostri colleghi infermieri, tsrm e fisioterapisti si facciano una loro personale idea su quanto è accaduto con il corso ECM di quest’anno e ne traggano le opportune conclusioni al riguardo.
con il paziente (compreso quello con problematiche psicologico-psichiatriche) è ampiamente trattata. che avrebbero potuto fornire i principali destinatari del corso stesso, ossia i professionisti sanitari non medici.
Ricordo una domanda fattami al primo anno del corso infermieri durante una interrogazione di assistenza: ”Valenta, qual’ è il ruolo dell’ infermiere?” Ed io giù con Florence, Mansionario (allora c’era) etc etc. Ma il mio insegnante, infermiere ed anche laureato in filosofia, mi fermò e mi disse con fare benevolo una frase che solo con il tempo ho capito:”Pietro, ricorda una cosa, il ruolo è qualcosa che gli altri ti assegnano, non tu”.
Cosa voleva dire? Chi sono è stabilito da leggi, norme, sono un infermiere, il responsabile dell’assistenza infermieristica, un professionista sanitario. Questo sono e quindi è cosi che gli altri devono vedermi, pensavo.
E invece aveva ragione lui, non è cosi. Il fatto che IO mi definisca un professionista, che la legge mi definisca un professionista, non comporta automaticamente il fatto che l’ALTRO mi assegni un ruolo da professionista. Chi è l’altro? L’utente, il medico, l’amministrativo e chi per loro.
Ora la domanda che pongo voi cari colleghi è: chi si sente assegnato un ruolo da professionista all’INAIL? Quante volte constatiamo che l’altro si approccia a noi come ad un professionista autonomo e responsabile? Certo ci possiamo sentire stimati,apprezzati, utili, ma la domanda che vi pongo nuovamente è la seguente: siamo considerati professionisti? Credo che questo ruolo sia ben lungi dall’esserci assegnato.
E come ci si arriva al ruolo di professionista? Con fatica, cari colleghi, con impegno, svolgendo attività di tipo intellettuale e non certo scansendo certificati; facendo ricerca, proponendo progetti, esprimendo opinioni, scrivendo relazioni, ponendosi senza arroganza ma alla pari verso le altre figure.
Ok, direte, ma a me non è consentito di fare ricerca, esprimere opinioni, fare progetti, l’Istituto non me lo permette. E allora vi chiedo: perché non ci è permesso? Io una risposta a questa domanda la ho, ed è perche non facciamo “politica”. No, non parlo di partiti politici, parlo di sindacato, associazionismo, insomma di sedersi ai tavoli in cui si decide chi fa cosa.
C’è una cosa che in questi tanti anni di partecipazione alle riunioni sindacali ho imparato e cioè che il contratto, le regole, non vengono fatte in base ad un principio di equità, ma in base alla forza delle parti sedute al tavolo delle trattative. Diciamolo: più uno e forte, più chiede, più ottiene.
Guardate per esempio i medici, guardate l’aspetto normativo ed economico del loro contratto, e poi vi chiederete come mai a loro tanto e a noi cosi poco. Semplice, loro chiedono. Hanno un sindacato di categoria, sono sempre presenti alle riunioni sindacali, non c’è argomento che non venga analizzato in profondità. Tutti o quasi tutti i medici sono iscritti ad una sigla sindacale e non in modo passivo. La quasi totalità di loro è iscritta all'ANMI, l'associazione che li rappresenta in maniera esclusiva.
E noi? Noi chiediamo? Noi sappiamo associarsi per tutelare i nostri interessi?
Rispondete voi a queste domande, pensate a quante volte abbiamo seguito da vicino l’evolversi del rinnovo contrattuale, quante volte abbiamo chiesto ai nostri rappresentanti sindacali di far inserire qualche frase, di farci partecipi della stesura di ciò che ci riguarda. Quanti di noi hanno protestato presso i propri rappresentanti per l’assurdità del numero di C4 e C3 che abbiamo? Eppure quei numeri non sono scesi dal cielo, ma sono stati contrattati da qualcuno che seduto al tavolo ci rappresentava. Non credo serva fare ulteriori esempi, anche se potrei riempire di pagine questo articolo.
Oggi abbiamo da oltre un anno un' associazione che ci rappresenta in maniera esclusiva, è apartitica, attiva, rappresenta solo i nostri interessi, ha un costo di iscrizione ridicolo, eppure alcuni di noi ancora non vi aderiscono.
Questa è incapacità di fare politica, amici.
Si possono discutere i nomi, le linee d’azione, gli obiettivi, tutto! Ma lo si deve fare dall’interno. L’unica speranza che abbiamo di far sentire la nostra voce è quella di essere noi a parlare per noi, e chi si è seduto anche per una sola volta al tavolo delle trattative ve lo può confermare. Siamo ormai adulti e maturi per farlo.
L’unico motivo per non farlo è sentirsi appagati, giudicare buono ciò che abbiamo, ritenere che il non fare le notti sia già un successo, pensare che “in fondo sono solo un povero infermiere, chi decide è il medico”.
Abbiamo ideato questo Blog per consentire una maggiore interattività con i nostri lettori, che potranno così scrivere i loro commenti sugli articoli proposti ed inviarci suggerimenti sulle attività da svolgere, nell'ottica della massima serietà e trasparenza nei confronti di chi ci segue. Nel Blog troverete gli stessi articoli che pubblichiamo qui sul sito ufficiale, ma con in più la possibilità per chiunque di commentarli.
Quando uno o più "parasanitari", magari con il "criminoso" appoggio dell'unica organizzazione che li rappresenta, osa con garbo sollevare una questione o prova a richiedere dei chiarimenti su argomenti di suo precipuo interesse specifico, assistiamo sovente a reazioni alquanto scomposte e velatamente irritate da parte di alcuni degli interlocutori istituzionali a cui solitamente ci si rivolge.
Il "personale parasanitario"
in questione, peraltro, si rivolge solitamente a loro senza il benchè
minimo accenno di arroganza o la sia pur minima pretesa di arrogarsi
ruoli che non gli competono, ma semplicemente per richiedere
chiarimenti o per rettificare legittimamente qualcosa che appare
palesemente scorretta dal punto di vista giuridico. Nulla di più, se non ciò che rientra nei comuni diritti di qualsiasi lavoratore.
Dal tono malcelatamente stizzitoed irritato di alcune risposte, infatti, si percepisce dietro la penna un gran digrignar di denti. Tra
una frase e l'altra si immaginano facilmente volti paonazzi, mani
frementi, pressione arteriosa in ascesa e tanto, tanto nervosismo. Tra
una parola e l'altra si possono agevolmente intuire e quasi
subliminalmente udire frasi del tipo: "ma chi diamine sono questi??" -
"ma che cavolo vogliono?" - "ma da dove spunta quest'associazione che
li rappresenta??" - per poi finire con l'interrogativo principale: "ma come osano questi qui, ma chi cavolo si credono di essere??!?"
E principalmente aleggia su tutto la netta sensazione che si stia consumando il reato di lesa maestà.
Questo
accade perchè alcune persone, evidentemente non particolarmente avvezze
a pensare che i "parasanitari" hanno un cervello proprio, una laurea e
magari anche un master, un albo professionale ed una associazione che
li rappresenta in via esclusiva, hanno invece in tutta evidenza
l'errata convinzione che si tratti di semplice personale subalterno, dotato di bassa scolarità e particolarmente incline per natura a prendere qualunque tipo di ordine senza discutere.
E no, cari signori, le cose non stanno esattamente così come voi le vedete (o sperate di vedere). Non dovreste rispondere stizziti
quando vi si chiedono legittimamente e con garbo dei chiarimenti che
voi avete il dovere istituzionale di fornire ed argomentare; sappiate
che vi rapportate con dei professionisti sanitari
(legge n.42/99) dotati di istruzione superiore, che meritano il giusto
rispetto e l'adeguata considerazione che ogni essere umano merita. La politica del "Lei non sa chi sono io!"
di triste memoria non paga; appare sicuramente più costruttivo
rapportarsi alle altre categorie professionali con lealtà, correttezza
e reciproco rispetto.
Semplicemente questo è ciò che vogliono i professionisti sanitari non medici (e non parasanitari, vedi legge n. 42/1999).
Abbiamo recentemente rinvenuto in comunicazioni ufficiali, con grande sorpresa e disappunto, la famigerata definizione "Parasanitari", che credevamo ormai morta e sepolta già da un pezzo.
Giova infatti ricordare per l'ennesima volta che le professioni sanitarie di Infermiere, Tecnico Sanitario di Radiologia Medica e Fisioterapista sono, ai sensi della legge n. 42/1999, professioni intellettuali a tutto tondo, per accedere alle quali occorre una Laurea Triennale, al termine della quale si può proseguire con la Laurea Magistrale oppure con qualche Master.
Altro che "personale parasanitario", come qualcuno all'INAIL ancora si ostina a definirci...
Recentemente abbiamo infatti raggiunto la ragionevole convinzione che, dopo aver ripetuto ai quattro venti fino alla nausea chi siamo giuridicamente, non sia umanamente possibile che tutto ciò sia ancora sfuggito a qualcuno; riteniamo quindi a questo punto che chi ancora persiste con caparbia tenacia ad usare tali improprie definizioni lo faccia in malafede e con intento provocatorio e/o denigratorio.
E noi d'ora in poi come tale lo valuteremo, senza più cercare di trovare ulteriori giustificazioni.
Vi piacerebbe sentirvi chiamare "paraamministrativi", "parainformatici", "paradirigenti", "parasocioeducativi" e così via?? Noi crediamo di no.
La strada per ottenere il giusto riconoscimento giuridico ed economico delle Professioni Sanitarie non mediche appare ancora in salita ma noi, con il vostro sostegno, continuiamo a lavorare con costanza e determinazione per raggiungere questo indispensabile obiettivo.
Ci piacerebbe non essere i soli a far sentire con chiarezza e senza compromessi al ribasso la voce delle nostre professioni: di fatto, purtroppo, lo siamo. E voi colleghi questo lo sapete molto bene, anche se qualcuno stenta ancora ad ammetterlo...
Sostenendo l'ANPSI sostenete con determinazione ed autorevolezza le nostre professioni a 360 gradi, in ogni loro aspetto; ignorandola o peggio ancora osteggiandola, indebolite autolesionisticamente in misura ulteriore la già non eccelsa visibilità delle nostre professioni.
Decidete quindi da che parte stare.
Buone vacanze a tutti!
Alessandro Verginelli Presidente ANPSI
La Segreteria Regionale ANPSI Marche ha inviato una lettera aperta alla propria Direzione Regionale per richiedere alcuni chiarimenti in merito alle procedure operative da adottare da parte dei professionisti infermieri, in considerazione del fatto che la normativa non appare finora sufficientemente chiara e può dar luogo a possibili fraintendimenti. Potete leggerla accedendo al sito ANPSI Marche cliccando QUI.
Il 15 luglio 2009 è nata la Segreteria Regionale ANPSI Marche, che si sta anche dotando di un proprio sito Internet, attualmente in costruzione, che potete trovare all'indirizzo www.anpsimarche.org. Cliccando qui potete leggere il comunicato di esordio del nuovo Segretario Regionale Marche, la collega Alessandra Orlandini della sede di Ancona, che ringraziamo vivamente per l'impegno e l'entusiasmo che sta dimostrando nel promuovere e far crescere l'associazione.
Si segnala a tutti i colleghi un interessante evento formativo organizzato dal SIMLII a Firenze dal 25 al 28 novembre 2009 con
La scansione dei documenti NON è un atto di competenza sanitaria, quindi NON FATELA PIU!
Dalle numerose segnalazioni pervenuteci da tutto il territorio nazionale siamo venuti a conoscenza, con nostro notevole disappunto, che diversi colleghi vengono quotidianamente costretti a scansire documentazione sanitaria e talvolta non solo quella. Ci risultano casi in cui, senza nemmeno aver chiesto loro il benchè minimo parere sulla questione, gli sia stato piazzato in ambulatorio un bello scanner da usare a volontà e nel normale orario di servizio, nonostante la loro più o meno manifesta opposizione.
A onor del vero, tuttavia, esistono anche diversi casi in cui la scansione dei documenti è stata chiesta ai colleghi con garbo e cortesia, con eventuale concessione di qualche ora di straordinario retribuito per poterla fare al di fuori del comune orario di servizio o comunque richiesta come una prestazione straordinaria facoltativa, con la manifesta consapevolezza da parte del proponente che non si tratta affatto di un atto di competenza sanitaria. In questo caso specifico non abbiamo assolutamente nulla da ridire, dato che si tratta di una forma generosa e volontaria di collaborazione da parte di alcuni colleghi che, per elevato senso del dovere e di responsabilità, hanno coscientemente deciso di accettarla.
In tutti gli altri casi, ossia quelli in cui la scansione dei documenti è stata arbitrariamente imposta dalla dirigenza locale, suggeriamo calorosamente ai colleghi di non continuare a farla più da oggi stesso!!
Da un nostro approfondito studio in materia, infatti, è emerso chiaramente che a tuttoggi NON ESISTE ALCUN DOCUMENTO UFFICIALE dellIstituto che affermi con chiarezza che la scansione dei documenti sia da considerare unattribuzione propria del nostro profilo; non si capirebbe daltronde come potrebbe essere diversamente, giacchè non può considerarsi un compito da Funzionari laureati di Area C, ossia titolari di un impiego di concetto, linfilare meccanicamente in sequenza dei fogli allinterno di una macchina alla stregua di una catena di montaggio. Può semmai essere un compito meramente esecutivo da attribuire ad impiegati dordine del profilo amministrativo dotati di bassa scolarità ed inquadrati quindi nelle qualifiche funzionali inferiori, come A1 o, al massimo, B1.
Risulta altresì assurda concettualmente e soprattutto giuridicamente la capziosa obiezione di qualcuno che afferma che non cè scritto da nessuna parte il contrario, ossia che NON si tratti di unattribuzione propria del profilo sanitario: se così fosse, se ne potrebbe agevolmente dedurre che allora CHIUNQUE PUO SCANSIRE, compresi i Dirigenti amministrativi di 1° e 2° fascia ed i Dirigenti Medici di 1° e di 2° livello, dato che non sta scritto da nessuna parte che non competa nemmeno a loro... In questo caso, per ristabilire lordine logico delle cose, ci vengono in aiuto le declaratorie dei profili funzionali delle tre Aree giuridiche A, B e C (questultima è lArea Funzionari), che ci spiegano con esattezza quali siano le attribuzioni proprie di ogni livello giuridico ed economico.
Un'altra nota argomentazione che viene talvolta strumentalmente messa in campo soprattutto da coloro che vorrebbero alleggerirsi di un'incombenza assolutamente propria per scaricarla indebitamente ad altri, nel subdolo tentativo di convincerli che la scansione dei documenti sia di loro stretta pertinenza, è quella in cui si sostiene che i documenti sanitari non possono essere scansiti dal personale amministrativo per la tutela della privacy degli utenti. Questa tesi non sta in piedi in alcun modo: se così fosse, allora, non si potrebbero scansire nemmeno i certificati medici e le denunce e non si potrebbe più aprire nemmeno la posta in arrivo...anche qui la capziosità dell'argomentazione ci appare in tutta la sua chiara evidenza.
Lunico documento ufficiale (che potete leggere cliccando QUI) che siamo riusciti a reperire sullargomento in questione risale allormai lontano 2001, a firma congiunta DCSIT e DCPOC, in cui alla pag. 5 si afferma testualmente: Tuttavia si ritiene, che la previsione di una riconduzione ad un unico centro di responsabilità, individuato nel Processo Attività Strumentali, delle operazioni di protocollazione, classificazione e archiviazione elettronica dei documenti sia coerente.... Questo documento non fa che rafforzare la nostra tesi in merito alla questione che stiamo trattando.
Concludendo suggeriamo pertanto calorosamente a tutti i colleghi che si trovino attualmente nella situazione di essere costretti loro malgrado a scansire documenti di smettere di farlo con decorrenza immediata, segnalando tempestivamente alla nostra segreteria al n. 06/83398545 oppure scrivendoci all'indirizzo segreteria@anpsi.org ogni indebito tentativo di pressione da parte delle Dirigenze locali e/o eventuali arbitrarie contestazioni verbali o scritte, in modo da poter mettere in atto tutte le contromisure necessarie a tutela della dignità professionale dei nostri iscritti.
Editoriale del 08 giugno 2009
La specificità delle professioni sanitarie a geometria variabile...
Si svolgerà prossimamente una selezione interna per il reclutamento di nuovi ispettori di vigilanza su tutto il territorio nazionale. I requisiti per poter partecipare a questa selezione sono lappartenenza allArea giuridica C (indipendentemente dal livello economico posseduto), provenienti solo dal profilo amministrativo ed informatico, ed unetà non superiore ai 55 anni. Quando abbiamo chiesto le ragioni per le quali potessero partecipare solo i dipendenti di Area C provenienti dai suddetti profili e non invece tutti i dipendenti della suddetta Area (inclusi quindi anche quelli del profilo sanitario), ci è stato risposto che il nostro profilo non può partecipare in quanto caratterizzato da estrema specificità...
A questo punto ci è sorta spontanea una riflessione.
Allo stato attuale dei fatti si poteva tranquillamente far includere TUTTI I LAVORATORI DELL'AREA C, senza far escludere quei profili cosiddetti "specifici", della cui specificità ci si ricorda SOLO ed ESCLUSIVAMENTE quando c'è da togliere loro una qualsiasi opportunità...
Troviamo infatti francamente molto irritante questo "riconoscimento della specificità" delle professioni sanitarie applicato a geometria variabile, solo ad uso e consumo di chi lo dispone; perchè allora quando chiediamo di venire riconosciuti nella nostra specificità come professionisti sanitari, quali giuridicamente già siamo da ben dieci anni, ci viene invariabilmente risposto che siamo solo "Personale delle Aree" come tutti gli altri...??
Aggiungeremmo anzi che siamo talmente generici da non possedere neanche un PROPRIO PROCESSO SANITARIO, così come lo hanno tutte le altre Aree: esiste addirittura il processo socio-educativo (manca solo il Processo Mensa...), ma quello sanitario no. I nostri (pochissimi, meno del 2% del totale) C4 si domandano spesso di quale PROCESSO siano RESPONSABILI...dato che non esiste. Lo stesso dicasi per gli altrettanto pochi colleghi C3, che a tuttoggi non sanno di quale Sub-Processo siano Responsabili.
In alcuni casi siamo irrimediabilmente generici, in altri molto "specifici": dipende dalle convenienze del momento, come il togliere di mezzo un discreto manipolo di potenziali candidati scomodi (circa un migliaio e ben qualificati), diminuendo la platea dei partecipanti alle selezioni e dando così più possibilità agli altri.
Se proprio dobbiamo essere genericamente "Personale delle Aree" come tutti gli altri (cosa che non condividiamo affatto, nè ora, nè mai), dateci almeno le STESSE OPPORTUNITA' di tutti gli altri!!
Ci siamo anche posti unaltra domanda: che c'entrano gli Informatici???? Perchè loro sono stati inclusi nella possibilità di partecipare alla selezione per ispettori?? Non sono forse un "profilo specifico" loro?
Un altro chiaro esempio di accordi opportunisti e pasticcioni, nonchè privi di ogni elementare logica e buon senso; ancora una volta è prevalsa la nota cattiva abitudine di usare due pesi e due misure, anteponendo qualche interesse di bottega allequità. Di questo evidente doppiopesismo sono quasi sempre i professionisti sanitari a farne le spese: basti solo pensare alle ben note sperequazioni di trattamento con gli assistenti sociali, con tutti gli altri professionisti o anche solo alle progressioni economiche (C2) assegnate ad alcuni sì ed altri no, con meccanismi e modalità che sfuggono costantemente allumana logica. Così proprio non ci siamo, si sta oltrepassando davvero il limite dell'iniquità e dell'indecenza. Il problema fondamentale risiede nel fatto che dei profili chiusi e minoritari quali quello sanitario (che peraltro nemmeno esiste sulla carta, dato che non c'è il relativo Processo) ci si ricorda spesso (e nemmeno sempre...) il giorno dopo, quando salta fuori qualcuno (a caso...) a ricordare la loro invisibile esistenza.
Noi la riteniamo soprattutto una questione di principio e di equità.
Editoriale del 22 aprile 2009
Autorizzazioni alla partecipazione a Corsi ECM esterni sistematicamente negate: la misura è ormai colma!
Ci pervengono numerose segnalazioni, diffuse su tutto il territorio nazionale, riguardo alla mancata autorizzazione da parte di alcune Direzioni Regionali alla partecipazione a corsi di aggiornamento ECM esterni, autonomamente individuati, che riguardano i professionisti sanitari infermieri, tecnici sanitari di radiologia medica e fisioterapisti. Questo problema si pone abbastanza di frequente, in particolar modo quando i corsi in oggetto, autonomamente individuati dai colleghi, si svolgono in regioni diverse da quella di appartenenza.
Lultimo in ordine cronologico di questi casi riguarda il diniego, da parte della Direzione Regionale Veneto,attinente nei contenuti Tre colleghi si sono visti a sorpresa e non senza un certo disappunto negare lautorizzazione richiesta. La motivazione addotta dalla D.R. Veneto fa riferimento ad una nota della S.M.G. del 26 giugno 2003, che prevede a pag. 2 p.to 2 che "l'evento formativo deve svolgersi in luogo quanto più prossimo alla Struttura INAIL presso la quale il collaboratore professionale sanitario è in forza, quindi in ordine di preferenza, nella stessa città o provincia, nella stessa regione o in regione limitrofa".
La suddetta nota, però, è stata integrata e superata dallultima nota della S.M.G. del 05 novembre 2008, che recita testualmente:
Da quanto sopra evidenziato si rileva che, qualora il personale di collaborazione sanitaria non abbia ancora acquisito nell'anno i crediti ECM dalla norma previsti mediante la partecipazione ad eventi formativi "interni" e la Sovrintendenza Medica Regionale non abbia individuato eventi formativi "esterni" cui far partecipare il personale di collaborazione sanitaria di competenza, lo stesso personale può chiedere di essere autorizzato a partecipare ad eventi "esterni" autonomamente individuati. economico che organizzativo per l'Istituto, si potrà autorizzare la partecipazione ad eventi formativi fino alla completa acquisizione dei crediti". Risulta quindi chiaramente evidenziato che, nel caso in cui il personale di collaborazione sanitaria avanzi richiesta di autorizzazione alla partecipazione ad eventi formativi autonomamente individuati, la Sovrintendenza Medica competente, accertata l'attinenza degli argomenti trattati nell'evento con l'attività svolta all'Istituto dal personale, può esprimere parere favorevole alla partecipazione anche qualora l'evento si svolga in regione diversa da quella di appartenenza..
Questultima nota della S.M.G. del 05.11.2008 non è stata neppure citata nella motivazione ufficiale; questa omissione, che supponiamo essere del tutto involontaria, da però luogo ad uninterpretazione della normativa interna assai restrittiva e sostanzialmente lesiva delle legittime aspirazioni di aggiornamento professionale del personale sanitario in questione.
Non si comprendono infatti appieno le ragioni logiche per cui si dovrebbero continuare a negare tali autorizzazioni, considerando che:
allautorizzazione a partecipare ad un corso che si svolge al di fuori della regione stessa, seppur allattività lavorativa sanitaria svolta allINAIL. Nella direttiva del l0 febbraio 2005 si precisava, tra l'altro, che "l'individuazione degli eventi esterni dovrà rispettare i criteri evidenziati nella lettera del 26.6.03 tenendo comunque presente che l'acquisizione dei crediti formativi deve essere considerata quale obiettivo irrinunciabile. Pertanto, pur prestando la dovuta attenzione al contenimento dell'impegno sia
Sovente i corsi di aggiornamento in questione sono gratuiti (nel caso specifico lo erano), quindi non comportano alcun aggravio economico per lIstituto;
Le giornate di lavoro perse lo sarebbero state ugualmente, sia nel caso in cui levento formativo si fosse svolto nella stessa regione dappartenenza del richiedente, sia nel caso in cui egli, avendo interesse a parteciparvi comunque, avesse richiesto i giorni che gli occorrono come congedo ordinario; in questultima evenienza ci appare davvero iniquo che un professionista si veda costretto ad usufruire delle proprie ferie per assecondare il suo legittimo e sacrosanto desiderio di aggiornarsi professionalmente, così come la stessa normativa vigente sui crediti ECM gli impone;
Non sempre si riescono ad individuare corsi di aggiornamento che trattino gli argomenti di proprio interesse specifico allinterno della propria regione dappartenenza, talvolta si è costretti a spostarsi;
Gli eventi formativi interni organizzati dallIstituto, seppur di elevata qualità e di notevole interesse specifico per le professioni sanitarie, non possono necessariamente soddisfare in maniera globale tutte le legittime esigenze di approfondimento professionale dei colleghi;
Nel caso specifico si verificavano entrambe le condizioni indispensabili alla concessione dellautorizzazione: lattinenza del tema trattato con lattività svolta allIstituto (infatti nella motivazione ufficiale del diniego non si sostiene il contrario) ed il non ancora raggiunto numero di crediti ECM per lanno solare in corso da parte dei richiedenti;
Esiste una nota chiarissima della S.M.G. che concede lopportunità alle S.M.R. e, di conseguenza, alle Direzioni Regionali, di autorizzare tali eventi, sia pur in presenza dei requisiti previsti;
Riteniamo che sia di precipuo interesse dellIstituto avere alle proprie dipendenze dei professionisti preparati ed aggiornati, che siano in grado di svolgere al meglio le proprie funzioni e di fornire servizi allutenza di sempre maggior qualità.
Concludiamo pertanto queste brevi riflessioni con lauspicio che in futuro si valutino tali richieste di autorizzazione alla partecipazione ad eventi formativi esterni da parte dei professionisti sanitari non medici con il dovuto equilibrio e la necessaria equità, mediante uninterpretazione della normativa interna più ampia possibile, salvaguardando così le loro legittime esigenze di crescita culturale e professionale, che riteniamo non possano venire pretestuosamente negate. Ne gioveranno senza dubbio la preparazione professionale dei colleghi e la qualità delle prestazioni sanitarie erogate dallIstituto.
Invitiamo nuovamente tutti i colleghi ai quali è stata negata l'autorizzazione a partecipare ad eventi formativi esterni senza fondate ragioni a segnalarcelo tempestivamente.
Che i colleghi infermieri, TSRM e fisioterapisti assunti con
l’ultimo concorso del 2004 non fossero particolarmente fortunati ce ne eravamo
accorti fin da subito, allorquando per una sola settimana (i termini della
selezione scadevano il 23 dicembre 2005, appena sette giorni prima della loro
definitiva assunzione in servizio, avvenuta il 30 dicembre 2005…), non poterono
partecipare alla selezione interna per i (pochi) posti previsti da C3 e quelli
(ancor meno) da C4.
Pazienza, si erano detti questi colleghi, questa volta non è
stato il nostro turno, ma in futuro senz’altro ci rifaremo...ma invece purtroppo neanche in seguito le cose sono andate
molto meglio…!
Ripercorriamo brevemente le tappe di tutto il percorso: dei
circa 300 colleghi assunti con quel concorso, tra vincitori ed idonei, circa un
terzo di essi aveva già lavorato in precedenza all’Istituto con contratti a
termine per alcuni anni, mentre tutti gli altri (circa 200 colleghi, proprio
quelli di cui stiamo parlando) sono entrati per la prima volta all’INAIL
tramite questo concorso. Costoro, nella maggior parte dei casi, hanno preso
servizio a tempo determinato sin dall’inizio del 2005, e sono stati poi
inquadrati in ruolo alla fine dello stesso anno. Ci sono stati anche alcuni casi di colleghi che non hanno
superato il concorso che, dopo un iniziale periodo di precariato, sono stati
poi stabilizzati nel corso del 2008.
Cosa è avvenuto quindi? Un accordo sindacale stipulato
intorno alla fine del 2007 poneva (arbitrariamente) la data del 01 dicembre
2007 come termine ultimo (ci risiamo con questi famosi termini) per il computo dei tre
anni complessivi di anzianità di servizio previsti dallo scorso C.I.E. per
maturare il diritto alla progressione economica in C2.
Risultato?
I
circa 100 colleghi che avevano già lavorato in precedenza all’Istituto ci
sono rientrati e sono oggi C2 (giustamente);
Anche i
colleghi ex-precari, poi stabilizzati, ci sono rientrati, seppur in un
secondo momento, e sono oggi C2 (giustamente);
I
circa 200 colleghi da cui abbiamo tratto ispirazione per il titolo e
l’argomento del presente editoriale, tanto per cambiare, non ci sono
rientrati neanche questa volta, chi per un mese, chi per due, chi per tre,
e sono oggi tuttora inchiodati in C1, senza alcuna prospettiva futura di
miglioramento.
A questo punto ci chiediamo davvero per quale soprannaturale
forza divina questi colleghi vadano sempre ed inevitabilmente a sbattere il
muso contro qualche termine che sembra messo lì a bella posta per non farceli
mai arrivare, sia pur di pochissimo?? Non sarebbe stato forse più equo prevedere
un piccolo spiraglio anche per loro, evitando così di creare le solite odiose
distinzioni tra figli e figliastri?
Auspichiamo quindi che d’ora in avanti si vada verso una maggiore
equità nelle valutazioni e che si offrano realmente pari opportunità a tutti i
colleghi, senza distinzioni pretestuose: crediamo infatti fermamente che a parità
di titoli e di funzioni debbano necessariamente corrispondere pari trattamenti economici e pari opportunità di carriera, senza distinzione alcuna.
Editoriale del 06 marzo 2009
PROFESSIONI SANITARIE NON MEDICHE: E' UNA DENOMINAZIONE CORRETTA?
Può
sembrare del tutto inutile porsi questo tipo di domanda, invece pensiamo che
possa essere importante tentare di definire un nome.
Dopo
attenta riflessione abbiamo scelto la denominazione di “professioni sanitarie non mediche”, pur essendo ben consapevoli
del limite anche giuridico a tale denominazione. Proprio nel momento in cui,
infatti, la legge italiana ha posto fine alla suddivisione storica tra
professioni sanitarie principali (medici, farmacisti, veterinari) e professioni
sanitarie ausiliarie (infermieri, ostetriche, tecnici di radiologia, fisioterapisti, ecc.), per definire
le nuove professioni sanitarie le si indicano per quello che non sono piuttosto
che per quello che sono e questo costituisce un limite oggettivo.
Fino all’attuazione
della riforma dei cicli universitari poteva essere usata la dizione di
professioni sanitarie diplomate. Dopo la
riforma anche questa dizione appare del tutto superata, visto che le
professioni in questione diventano professioni laureate.
Manca del
tutto di sinteticità e quindi di praticità la denominazione data dalla legge
251/00. Risulta infatti pressoché impossibile chiamare le professioni non
mediche come “"professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione,
della prevenzione nonché della professione ostetrica"”, posto che anche queste
siano da considerarsi corrette. Si pensi alla espressione pleonastica della
professione ostetrica che diventerebbe “"professione sanitaria della professione
ostetrica"”.
Alcuni
usano la denominazione di professioni sanitarie del comparto, indicando la
classificazione sindacale dei contratti dei dipendenti della sanità pubblica
suddivisi tra contratti della dirigenza e contratti del c.d. “comparto sanità”.
Questa denominazione è però riduttiva, in quanto l’'esercizio professionale
svolto in modo dipendente è una delle modalità di esercizio della professione e
non ricomprende
quindi quei professionisti che svolgono la loro attività senza vincoli di
rapporto di lavoro.
L'imprecisione
del titolo è inoltre aggravata dal fatto che le professioni sanitarie non
mediche non ricomprendono solo le professioni ex ausiliarie, ma anche le professioni
laureate di antica
tradizione, quali quelle del farmacista e del veterinario, a titolo di esempio.
Alla fine
però all'interno delle professioni sanitarie non mediche ritroviamo un gruppo
di professionisti che hanno una serie di caratteristiche comuni, di norme
comuni, di formazione comune ed una serie di differenze.
Abbiamo quindi
usato e riteniamo corretto continuare ad usare questa denominazione, pur
riconoscendo i limiti sopra ricordati.
Lettera al S.M.G. del 19.01.2009 sulla corretta denominazione dei professionisti sanitari...(leggi) E' stata pubblicata in data 15.01.2009 la lettera aperta a tutte le OO.SS....(leggi) Editoriale del 07.01.2009 Molte persone si sono iscritte negli ultimi tempi su Facebook. E' il fenomeno del momento: le persone, a differenza di altri siti dove vengono solitamente utilizzati dei nomi di fantasia (nickname), si iscrivono con il proprio vero nome e cognome, consentendo così facilmente di rintracciare vecchi e nuovi amici e di venire altrettanto facilmente rintracciati avviando una semplice ricerca nominativa. E' proprio in questa specifica peculiarità che risiede la differenza fondamentale tra questo ed altri siti di social-network. La base del successo di questo sito di relazioni sociali va ricercata probabilmente nell'innato bisogno dell'essere umano di comunicare e di estendere e mantenere il proprio capitale sociale, la propria rete di contatti. In quest'ottica, un sito che consente di comunicare facilmente con i propri conoscenti e di incrementare agevolmente la rete sociale di ciascuno centra pienamente l'obiettivo che si è prefissato. Su Facebook si ritrovano tra l'altro anche diversi colleghi Inail, tra cui anche alcuni dell'ANPSI. Da oggi è presente anche la stessa ANPSI: basta cercarla sotto la voce "Anpsi Inail".
Buon inizio 2009 a tutti.
Iscrizioni e rinnovi per l'anno 2009 Si comunica che sono aperte le iscrizioni all'ANPSI per l'anno 2009. Su delibera del Consiglio Direttivo, la quota associativa annuale è rimasta invariata rispetto all'anno precedente ed ammonta pertanto ad Euro 10,00 (dieci). Tale somma è valida sia per le nuove iscrizioni, sia per i rinnovi di coloro che sono già iscritti. Per le nuove iscrizioni si comunica che la quota versata a partire dal corrente mese di dicembre 2008 avrà validità per tutto il 2009. Per quanto riguarda invece i rinnovi, si rende noto che la quota associativa annuale andrà versata entro e non oltre il 31 marzo 2009 e che verrà mantenuto il numero di tessera già assegnato. Per iscriversi basta andare alla pagina ISCRIZIONE. Newsletter ANPSI n. 3 del mese di Novembre 2008...(accedi all'area riservata per i soci)
Nuovo sito dell'ANPSI Nuova veste grafica per il sito dell'ANPSI, completamente rinnovato nell'aspetto ed in alcune funzioni. Oltre ad un'inedita pagina introduttiva multimediale a grafica avanzata, sono state aggiunte in particolare due nuove aree riservate, una per gli iscritti ed una per i componenti dei Direttivi, al momento in costruzione, di cui vi forniremo a breve le password d'accesso. Sono diventate riservate ai soli soci anche altre due pagine del sito, la pagina "Comunicati" e la pagina "Articoli". Sono state inoltre aggiunte la pagina "Modulo di feedback" e la pagina "Libro degli ospiti", attraverso le quali potrete segnalarci le vostre impressioni ed i vostri suggerimenti e scrivere i vostri messaggi in forma pubblica o privata, per consentirci di migliorare sempre di più il servizio e per incrementare l'interattività con gli utenti. L'intero sito è stato infine ottimizzato per una maggior velocità e fruibilità dello stesso.
Chiarimenti della S.M.G. sui crediti ECM
La S.M.G. ha redatto, in data 05 novembre 2008, una lettera contenente alcuni opportuni chiarimenti sull'acquisizione dei crediti ECM da parte dei professionisti sanitari. Potete leggerla accedendo all'Area riservata per i Soci cliccando QUI.
Editoriale del 24.11.2008 Viviamo in mondo strano al giorno d'oggi: un mondo in cui molte cose sembrano procedere alla rovescia. Un mondo in cui i diritti dei lavoratori appaiono come pretese irragionevoli, il salario un'elemosina (e come tale facoltativa), i lavoratori una merce da reperire al costo più basso possibile, le speranze professionali un'irraggiungibile utopia, il lavoro stabilmente precario, la flessibilità un modo elegante di definire la precarietà, la ricerca e l'istruzione degli inutili e costosi fardelli, la spesa sanitaria un'ingombrante voce di bilancio, i dipendenti pubblici un'allegra brigata di nullafacenti. Un mondo in cui se dici che bisognerebbe incrementare i controlli ed irrigidire le norme sul mercato del lavoro per evitare alcune moderne e deplorevoli forme di caporalato, ti viene immancabilmente risposto che in quel caso aumenterebbero il lavoro nero e la disoccupazione: come se un ladro chiedesse di poter prendere gratis il bottino, altrimenti sarebbe stato costretto a rubarlo ... Ci piacerebbe vivere in un mondo in cui il bianco è bianco ed il verde è verde e non viceversa, a seconda delle convenienze del momento; un mondo in cui i fatti non vengano giudicati con criteri a geometria variabile; un mondo in cui valori come l'etica, la solidarietà, l'onestà e la dignità non siano solo semplici parole svuotate del loro significato più autentico.
Salvo rare eccezioni i professionisti sanitari, improntando le loro azioni quotidiane a dei saldi principi etici ed al proprio Codice Deontologico di appartenenza, cercano da sempre di fornire il loro piccolo contributo allo sviluppo della società.
ISCRIVERSI ALL'ANPSI: LE RAGIONI DI UNA SCELTA
L'ANPSI nasce per parlare di te, di chi sei, di cosa fai, della tua professione, dei tuoi titoli di studio, dei valori che condividi, delle tue problematiche, dei tuoi interessi, delle tue aspirazioni, delle tue esigenze. Cerchiamo di darti una voce: lavoce della tua professione. Una voce consapevole ed indipendente che parla nell'interesse di tutti, non solo di pochi.
Questa specifica caratteristica è dovuta al fatto che l'ANPSI è fatta da operatori sanitari per operatori sanitari: nessun'altro meglio di un collega può conoscere così a fondo la tua condizione professionale e le tue specifiche esigenze. Vuoi sostenere questa voce indipendente affinchè il suo suono possa giungere sempre più lontano? ISCRIVITI. Cosa aspetti ad unirti a noi?
Campagna adesioni 2009
Seminario ANPSI all'Università "La Sapienza" di Roma In data 22 novembre l'ANPSI ha tenuto un seminario ad un Master di II° livello di Infermieristica Legale presso l'Università di Roma La Sapienza, su ruolo e funzioni dell'infermiere all'Inail.
L'intervento, della durata complessiva di circa tre ore, ha suscitato l'interesse dei colleghi studenti presenti i quali, essendo in larga parte di estrazione ospedaliera, hanno avuto l'opportunità di conoscere un po' meglio cosa fanno i colleghi che operano in un'importante realtà del terzo settore. Durante l'incontro, tenuto dal Presidente e dal Segretario, ha destato un certo stupore tra i presenti la sostanziale invisibilità della nostra professione all'interno dell'Istituto, insieme alla scarsa specificità del nostro profilo giuridico.
Da segnalare l'interessante lavoro del nostro Segretario, Dott.ssa Laura Sabatino, da lei elaborato e presentato per questa occasione ai colleghi studenti del Master, che potete visionare accedendo in Area riservata cliccando QUI.
I° Convegno AIT-IPASVI Roma sul tema "Il valore dell'integrazione tra culture diverse" Si è svolto in data 15 novembre 2008, presso l'Hotel Summit di Roma, il I° Convegno Nazionale dell'Associazione Infermieristica Transculturale (AIT), con la prestigiosa collaborazione scientifica del Collegio IPASVI di Roma, dal titolo "Il valore dell'integrazione tra culture diverse".
Si è trattato di un evento molto interessante, al quale eravamo presenti, che ha visto la partecipazione di moltissimi colleghi italiani e stranieri. Tra i relatori, di estrazioni professionali diverse, ci ha particolarmente coinvolto il Prof. Aldo Morrone, Direttore dell'INMP - Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti ed il Contrasto delle Malattie della Povertà -. Con il suo mirabile intervento, infatti, ha saputo trasmettere delle vibranti emozioni all'intera assemblea, spiegando con dovizia di immagini e particolari come vivono nei loro luoghi d'origine alcune delle popolazioni i cui cittadini vengono assistiti dall'Istituto ed indicando ciò che noi operatori sanitari potremmo e dovremmo fare nei confronti dei cittadini che vivono in condizioni di povertà ed indigenza al limite dell'immaginabile. Questo interessante Convegno ha anche avuto l'accredito ECM per i frequentanti.
Siamo convinti che la neonata Associazione AIT abbia avuto un esordio più che promettente, organizzando un evento di elevato spessore culturale e ricco di contenuti interessanti per la nostra professione e, più in generale, per tutti i professionisti della salute.
La Federazione Nazionale IPASVI riconosce l'ANPSI Come potete vedere nell'immagine qui a lato, la nascita dell'ANPSI è stata menzionata in prima pagina dalla Newsletter n. 62 "Infermieri in Rete" della Federazione Nazionale IPASVI del 29 ottobre 2008.